Le anfore per il vino – qualche accenno di storia.

La storia dell'uso delle anfore per produrre il vino risale a tempi molto antichi. Inizialmente questo contenitore svolgeva la funzione data dalla sua denominazione, ossia quella di contenere il vino, per comodità di trasporto e conservazione. Successivamente la sua funzionalità si è ampliata abbracciando l'uso della vinificazione, e subendo i contraccolpi della storia che l'hanno portata a quello che è oggi: un perfetto mezzo per vinificare e ottenere vini dai risultati eccellenti.

qvevri

Georgia e Armenia furono i primi paesi a puntare sull'argilla come materiale adatto alla vinificazione, circa 6.000 anni prima della nascita di Cristo, con il nome di qvevri, oggi riconosciuti dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Il loro uso prevedeva l'interramento, fino alla primavera successiva all'introduzione del mosto, per ottenere il vino bianco o rosso con la fermentazione. Successivamente avveniva l'affinamento. Qualche millennio dopo, in Rethia, nelle zone che attualmente corrispondono a Alto Adige, Baviera e Austria, le popolazioni celtiche producevano contenitori dapprima per la birra e successivamente per il vino, utilizzando il legno. Questi ben presto presero nella maggior parte dei casi il sopravvento, a causa della maggiore facilità di produzione e di trasporto. Da qui si diffuse infatti principalmente verso il Nord Europa. Le ultime anfore di cui si ha testimonianza in Italia risalgono al III, IV secolo dopo Cristo. Dopo il loro uso fu accantonato, ad eccezione della Spagna, dove sono pervenute testimonianze dalla regione della Mancha, e della Puglia, dove speciali contenitori denominati capasoni, più piccoli delle anfore, venivano usati per conservare il vino (ne abbiano una testimonianza letteraria nella famosa novella "La Giara" di Pirandello.)

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In tempi recenti il famoso produttore friulano di vino, Josko Gravner, basando la sua filosofia aziendale sull'accoglimento di ciò che ci dona la natura, senza modificarne l'essenza, ha deciso di virare la sua produzione di vino totalmente verso le anfore georgiane, cariche di una storia vinicola alle spalle che non è possibile dimenticare. Alla luce di questo numerosi produttori oggi si sono accorti dei benefici che apporta la vinificazione in anfora, benefici dovuti proprio alle caratteristiche della terracotta. Questa infatti permette di conservare i sentori varietali del vino senza alterarli con le aromaticità del legno. Inoltre, la possibilità di controllare il grado di porosità consente la regolazione della micro ossigenazione, e di conseguenza dei risultati apportati al vino, che viene ossigenato in una maniera costante e controllata, senza venire effettivamente ossidato.

Benefici quindi, per un vino che ci permette di sentire quello che donano il vigneto e il Territorio, senza alterazioni.

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